APPELLO su “TEMPA ROSSA” A TUTTE LE REALTA’ DI LOTTA PER LA DIFESA DEI DIRITTI AMBIENTALI E PER I BENI COMUNI di BASILICATA E PUGLIA

 

Se la sera del 20 Gennaio scorso la sede del Comune di Corleto Perticara concessa per lo svolgimento di un incontro pubblico su “Tempa Rossa” era gelida, ancora più gelido era il clima “civile” e politico.

Nessuna traccia del sindaco, né di assessori e/o consiglieri, per quanto debitamente e formalmente invitati.

Un’atmosfera davvero “TOTALizzante”, non c’è che dire.

Pochi i “coraggiosi” (e già all’indice…) cittadini locali.

D’altronde, c’era da aspettarselo. Perché essere testardi al punto di affrontare una tematica complessa e per molti aspetti inquietante che si esemplifica come “Tempa Rossa”, proprio sotto l’occhio vigile e marziano delle luci fredde ed accecanti dell’incombente Centro Oli?

Eppure chi era lì resta convinto che l’incontro su “Che succede a Tempa Rossa? Dall’emendamento Tempa Rossa al superamento della mancata intesa” sia stato ugualmente proficuo.

La “colonna sonora” e visiva della serata è stata il filmato “Della ruggine, dell’argilla e altre storie”, del reporter lucano di inchiesta ambientale Andrea Spartaco, capace di legare in un lungo filo rosso, mani nella melma petrolifera, luoghi tra loro apparentemente lontani, non solo in Basilicata, fino a saper ricollocare una lucida quanto amara fotografia che restituisce la nostra regione alla dura immanenza di inequivocabili similitudini internazionali.

E’ stata infatti l’occasione che ha aguzzato la vista al costituzionalista Prof. Enzo Di Salvatore, che ha “scoperto” che appena sei mesi dopo aver ceduto alla pressione delle Regioni e del movimento No Triv per evitare il ricorso alle urne, grazie alla generale disattenzione delle opposizioni parlamentari e prima che si celebrasse il Referendum sulla Costituzione, con una semplice modifica normativa il Governo Renzi ha fatto sì che lo Stato potesse superare facilmente l’opposizione delle Regioni convertendo l’intesa in senso “forte” in una intesa in senso “debole”.

E che d’ora in poi, su Tempa Rossa e, più in generale, per autorizzare la ricerca, l’estrazione, il trasporto e lo stoccaggio di idrocarburi, lo Stato avrà sostanzialmente mano libera.

Prova ne sarebbe la deliberazione adottata in Consiglio dei Ministri il 22 dicembre scorso, che regala il consenso alla prosecuzione del procedimento dell’istanza di autorizzazione per l’adeguamento delle strutture di logistica presso la raffineria di Taranto della società ENI S.p.a., che rischia di essere la prima di una lunga serie, se le Regioni non porranno la questione in sede di Conferenza Stato-Regioni.

In quella sede è stata insomma denunziata una norma infida, subdola, di dubbia legittimità costituzionale, anche alla luce dell’esito del Referendum costituzionale, che ha ribadito che lo Stato non può in alcun modo prevaricare le Regioni nelle scelte che concernono l’energia e il governo del territorio.

Dopo la chiara lettura sviluppata da Giuseppe Di Bello su incongruenze ed atti giudiziari che caratterizzano a tutt’oggi le mancate bonifiche, circa i reati commessi, le coperture politiche, i processi conclusi ed in corso, riguardanti responsabilità civili e penali gravissime a monte della situazione ambientale delle matrici di Corleto, Guardia Perticara, Gorgoglione, è chiaramente emersa la dimensione di opacità, di corruzione, di ricatto, in cui si annidano pressioni e relazioni di stampo marcatamente mafioso. In un territorio dove convergono in regime monopolista schiaccianti interessi economici e finanziari, non è strano che accadano fatti inquietanti.

Forse il più grave recentemente evidenziato dalla stampa nazionale è stato il clamoroso suicidio dell’ex generale dell’arma dei Carabinieri Guido Conti, appena tornato in Abruzzo dopo soli 15 giorni a Corleto e a Potenza (sede ufficiale della Total). Nella sospensione tutta “italica” dell’interesse mediatico, continueremo a chiederci come mai un ex generale lascia l’arma per accettare un importante incarico di garante giuridico ed ambientale per la Total e in pochi giorni decide di suicidarsi. Era solo il 17 Novembre scorso…

 

Importanti inoltre le testimonianze dei cittadini residenti intervenuti, che hanno restituito in tondo la realtà di uno spaccato di controllo sociale e culturale capillare ben collaudato attraverso il regime degli appalti, dei subappalti, dei contratti a termine, in una realtà monopolizzata dai lavori delle multinazionali petrolifere. Illuminante l’attività di Alternanza Scuola-Lavoro promossa dall’Istituto secondario superiore I.T.I.S. “A. Einstein”, sezione staccata di Corleto Perticara, da tempo molto protesa ad approfondire e radicare l’illusione di prospettive occupazionali in un settore ad alta intensità di competenze ed a bassa recettività occupazionale.

Come per la Valbasento, per la Val d’Agri, per l’Ilva, per la raffineria di Taranto; come per le innumerevoli vertenze per affermare il diritto alla salute e per i beni comuni, la situazione di emblematico isolamento e monopolio che caratterizza l’area di “Tempa Rossa” è la logica conseguenza di quanto a fondo abbia saputo lavorare il combinato disposto della miseria, della disoccupazione, della sottoccupazione, in un contesto di organico e permanente bilanciamento di relazioni tra potere politico nazionale, amministrativo locale, sindacale.

Oggi però la situazione internazionale, la tendenza a cercare strategie e soluzioni per l’oltrepassamento del fossile, spingono a rendere ancora più evidenti vistose contraddizioni delle politiche energetiche statali sia sul piano geopolitico che della stessa SEN (Strategia Energetica Nazionale).

Compito immediato di chi da tempo si batte e continua a battersi nella logica del valore d’uso e dei beni comuni è anzitutto saper ricomporre la portata territoriale di progetti che per Stato e multinazionali son complessivi dall’inizio.

 

E’ necessario far pesare la partecipazione diretta per poter costruire solidarietà e per poter affinare la capacità di individuare con efficacia  obiettivi comuni praticabili.

In tanti anni, pur sollevando in comunicati ed in spazi sociali di coordinamento le gravi insidie progettuali, autorizzative, ambientali, del progetto Tempa Rossa, comitati, associazioni, sindacati di base, cittadine/i, di Taranto e di Basilicata, non si sono in realtà mai coordinati.

Cominciamo da questo indispensabile momento di ricomposizione!

L’incontro del 20 Gennaio a Corleto Perticara ha espresso al proposito questa semplice, unanime deliberazione, con l’intento di portare lungo il percorso Val d’Agri, Valle del Sauro/Taranto quante più persone possibile.

Si propone, lucani e pugliesi, di attivarsi da subito per costruire un appuntamento partecipato dandoci appuntamento a Corleto Perticara entro un paio di mesi a partire da oggi. Se lavoriamo insieme da subito per riempire qualche pullman, possiamo provare a portare nella piazza del monopolio della passività e della rassegnazione centinaia di persone. E’ questo dato di pura immanenza che manca, è questo oggi che conta.

Nella speranza di volerci incamminare insieme, si attendono proposte ed indicazioni per un primo incontro informale di chiarimento.

 

Per contatti:  basilicatanotriv@gmail.com

Potenza, li 28 Gennaio 2018        Coordinamento No Triv Basilicata