REPORT IV ASSEMBLEA NAZIONALE DEL “C.N. NO TRIV”

Pubblichiamo il Report dei lavori della IV Assemblea nazionale del “Coordinamento Nazionale No Triv”, svoltasi quest’anno a Viggiano (Potenza), il 9 e 10 luglio scorsi.

 

DOWNLOAD (LEGGI): REPORT IV ASSEMBLEA NAZIONALE NO TRIV

APPROFONDIMENTI: IV ASSEMBLEA NAZIONALE DEL COORDINAMENTO NAZIONALE NO TRIV: “DAL REFERENDUM NO TRIV AL REFERENDUM DI OTTOBRE” !!! A VIGGIANO (PZ) IL 9 E 10 LUGLIO 2016

IV ASSEMBLEA NAZIONALE DEL COORDINAMENTO NAZIONALE NO TRIV: “DAL REFERENDUM NO TRIV AL REFERENDUM DI OTTOBRE” !!! A VIGGIANO (PZ) IL 9 E 10 LUGLIO 2016

VIGViggiano (Potenza) – Hotel Theotokos – sabato 9 e domenica 10 luglio 2016.

In occasione del Referendum del 17 aprile più di 13 milioni di italiani hanno detto SI’ ad una totale inversione di rotta nella Strategia Energetica Nazionale. Non solo. Hanno ribadito la netta contrarietà ad un sistema di governance che esclude ogni forma di partecipazione dei cittadini e delle istituzioni di prossimità (enti locali e Regioni) alle scelte che interessano i territori.

Ben tre dei sei quesiti referendari No Triv approvati dalla Corte di Cassazione –due dei quali recepiti nella Legge di Stabilità ed un terzo eluso dal Governo- riguardavano non a caso il grande tema della difesa della democrazia nel nostro Paese e, nello specifico, il rapporto tra Stato e Regioni in materia di opere ed infrastrutture energetiche.

Il tratto che lega in modo indissolubile e coerente l’impegno del Movimento No Triv contro lo “Sblocca Italia”, quello per il SI’ nella campagna per il Referendum del 17 aprile e, infine, quello per il NO alla Controriforma della Costituzione è la difesa della democrazia e del diritto delle comunità locali all’autodeterminazione.

Bloccare la Controriforma della Costituzione è passo necessario nell’ottica del contrasto alla Strategia Energetica Nazionale in cui si prevede che la ridefinizione del rapporto tra Stato e Regioni ed enti locali debba passare anche attraverso una modifica dell’art. 117 della Costituzione che elimini la legislazione concorrente.

Siamo di fronte ad una nuova escalation, centralistica ed autoritaria, di un processo involutivo etero diretto, voluto dall’Unione Europea e dalla BCE, inaugurato formalmente nel 2013 con la pubblicazione del documento “The Euro area adjustment: about halfway there” redatto dal fondo di investimento JP Morgan, ed alimentato dalla involuzione in senso tecnocratico dell’Unione.

In continuità con quanto sta accadendo da questo lato dell’Atlantico e con quanto già materializzatosi con la firma del Trattato di Libero Scambio Usa-Pacifico, la ratifica del TTIP da parte dei Parlamenti nazionali, ove avvenisse, costituirebbe l’ultimo ed il più sciagurato capitolo di questo processo in cui, a livello globale, la politica è ridotta al rango di ancella della finanza ed i popoli privati delle rispettive sovranità.

L’accentuazione del carattere estrattivista delle politiche governative e la stessa recente storia petrolifera della Basilicata -inchiesta Eni compresa- acquistano pieno significato se collocati ed analizzati all’interno di questa cornice. Tempa Rossa, considerato dalla banca d’affari Goldman Sachs tra i 128 progetti più importanti al mondo, e Viggiano sono come due specchi di un caleidoscopio che riflette tutti i “colori” e le sfumature di un intreccio eversivo e perverso tra affari, finanza, politica e malaffare.

Giunto al quarto anno di vita e reduce dalla campagna referendaria di aprile, il Coordinamento Nazionale No Triv avverte la necessità di finalizzare l’analisi e la comprensione dei processi fin qui descritti, dandosi una strategia e definendo i passi da compiere, in condivisione con altri movimenti, per contrastare l’attuazione della SEN, favorire la bocciatura della Controriforma della Costituzione ed indurre il Parlamento italiano a non ratificare il TTIP.

Di tutto questo discuteremo, sabato 9 e domenica 10 luglio, in Basilicata, a Viggiano (Pz), luogo simbolo delle battaglie No Triv degli ultimi anni, nel corso di una “due giorni” che richiede l’impegno, la partecipazione ed il contributo di TUTTI.

In un momento così drammatico e delicato per la nostra democrazia, v’è necessità di un nuovo “colpo di reni”, di una nuova assunzione di responsabilità a cui non si può venir meno per fatti effimeri o difficoltà materiali.

La posta in gioco va ben oltre i nostri destini individuali e richiede, dunque, uno sforzo eccezionale.

Il programma dei lavori rispetterà la seguente articolazione di temi ed orari:

“DAL REFERENDUM NO TRIV AL REFERENDUM DI OTTOBRE”

PRIMA GIORNATA – Sabato 9 Luglio ore 15.30-19.30

• Bilancio della campagna del Referendum del 17 aprile
• Basilicata da Quorum d’Italia a regione metafora dell’Italia estrattivista e del malaffare: le vicende, gli attori e gli scenari investigativi; il biocidio; le dimensioni nazionali ed internazionali dello scandalo e della devastazione ambientale in Val d’Agri e a Tempa Rossa
• Il Coordinamento Nazionale No Triv: organizzazione della rete, strategia ed iniziative

SECONDA GIORNATA Domenica 10 Luglio ore 9.30-14.00

• Referendum costituzionale, No Triv, No TTIP, Beni Comuni: il fronte contro la “silenziosa” demolizione della democrazia
• Organizzazione della campagna per il “NO” al referendum costituzionale di Ottobre: riflessi della Controriforma costituzionale sulle politiche energetiche ed ambientali
• Costruzione di un fronte comune propositivo delle lotte dei movimenti e delle forze sociali e democratiche in difesa della Costituzione


 

Indicazione di strutture ricettive e recapiti telefonici

a VIGGIANO

Albergo Ostello Theotokos – Piazza Papa Giovanni XXIII – telefono 0975 61409
Hotel dell’Arpa – Corso Guglielmo Marconi, 34 – telefono 0975 311297
B&B Antico – Via San Pietro, 9 – telefono 3280866699 – 0975 61784
B&B La dodicesima Notte – Via Regina Elena, 19 – telefono 377 4702800

a GRUMENTO NOVA
Hotel Lykos – Contrada Mattina – telefono 0975 350769


 

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DOWNLOAD: IV Assemblea Nazionale No Triv

“VERSO IL REFERENDUM NO TRIV”. A ROMA, L’8 NOVEMBRE, ASSEMBLEA NAZIONALE PER ORGANIZZARE INSIEME LA STAGIONE REFERENDARIA

ROMA8La nascita, tre anni fa, a Pisticci Scalo in Basilicata, del Coordinamento Nazionale No Triv non ha natura esogena rispetto ai coordinamenti e alle reti locali e interregionali sviluppatisi dal basso nel corso dell’ultimo decennio nel nostro paese.

Solo l’anno precedente si era celebrata in Italia una coinvolgente e appassionata campagna referendaria per affermare il diritto all’acqua quale bene comune, per sottrarre questo bene alla privatizzazione e al profitto e per riaffermare (per la seconda volta dopo il 1987!) in maniera chiara e inequivoca il no all’opzione nucleare.

L’ossatura della composizione soggettiva dei movimenti che, in quella campagna referendaria, dal basso hanno saputo con caparbietà collegare, controbattere, unire, garantire presenza capillare sui territori, spendendosi con intelligenza ed efficacia, pur nella totale scarsità delle disponibilità economiche, fino alla vittoria, col raggiungimento e addirittura con un ampio superamento del quorum richiesto, anche per i No Triv era sostanzialmente la stessa.

Emblematico al riguardo l’incontro a carattere nazionale che si è avuto a Roma nel Novembre 2012 tra il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e il neonato Coord naz No Triv, in cui tutti i convenuti hanno ribadito non soltanto l’evidente complementarietà tra i due movimenti, ma la loro sostanziale e “naturale” integrazione.

Molti, tra i fondatori del Coord. No Triv, sono al contempo attivisti del Forum dei Movimenti per l’Acqua , così come lo sono per le rinnovabili pulite e decisamente per il no secco al nucleare.

Il flusso che lega e rilancia i movimenti per i beni comuni è ancora una volta lo stesso che è attento a interpretare le esigenze dei territori tentando di legarle a una proposta a carattere quantomeno interregionale.

Il Coord No Triv nasce non a caso nell’estate del 2012, in quanto la spinta alla coniugazione spontanea dal basso dei comitati di lotta contro le richieste di autorizzazione finalizzate alle attività di ricerca e di coltivazione di idrocarburi in terra e in mare, difficilmente sarebbe mai giunta a maturazione in virtù di un processo di spontanea aggregazione territoriale.

La vera spinta al confronto e all’impulso organizzativo proveniva (e proviene tuttora) dalla coniugazione tra crisi finanziaria internazionale e scelta normativa volta a facilitare l’illusione di facili e veloci introiti fiscali legati alla trasformazione del Welfare State in Estractive State.

Il famigerato art. 16 dell’ex “decreto per le Liberalizzazioni”, gli artt. 35 e 38 del “decreto sviluppo (Dl 83,ora L 134/2012); la bozza di SEN (Strategia Energetica Nazionale); la prima bozza di revisione costituzionale del Tit. V; sono le principali leve, tutte targate 2012, dell’accelerazione allo stravolgimento della forma Stato nel nostro paese, improntata appunto all’estrattivismo (fiscale) e alla centralizzazione autoritaria nelle mani dell’Esecutivo dei non eletti (Renzi è il terzo della serie).

Non deve pertanto risultare strano se oggi ci troviamo ad affrontare una battaglia referendaria riguardante in primis proprio l’art. 35 del Dl 83 ora L 134/2012. Il primo atto formale del nascente Coordinamento, nella calura di metà Luglio 2012 a Pisticci, fu, infatti, una lettera indirizzata a tutti i parlamentari italiani a non convertire in legge l’allora art. 35 del Dl 83. Il Coordinamento poi ha insistito, anche sollecitando proposte di legge parlamentare (che ci sono e non sono andate a buon fine!); partecipando a specifiche audizioni parlamentari; denunciando sui media e in ogni dove il furbesco aggiramento esercitato dal trio Monti/Passera/Clini per garantire ai petrolieri la realizzazione di 25 progetti, come Ombrina in Abruzzo, Vega B nel Canale di Sicilia (cui potrebbero aggiungersene altre decine).

Il percorso seguito dal Coord. No Triv è stato in questo lineare e coerente, conducendo anche in questi anni (già da fine 2012/inizi 2013) una campagna, in perfetta solitudine, contro i rischi di delegittimazione e sottrazione dei poteri concorrenti Stato/Regioni.

Lo Sblocca Italia

Il devastante approccio decisionista dello Sblocca Italia ha fatto il resto, mostrando la corda iperliberista e ballando sul baratro del cimitero della democrazia formale e sostanziale.

Cortei, manifestazioni in ogni dove, dossier, campagne stampa, efficaci servizi radio e TV; nascita di nuovi comitati territoriali e di nuovi coordinamenti (si pensi a Democrazia e Costituzione!), hanno alimentato le proteste.

La “questione energetica” (meglio dire i proventi fiscali attesi dalla trivellazione a tappeto), con tutte le conseguenze e le derivate (politiche, economiche, sociali) evidenziate dalle sofferenze dei territori da decenni aggrediti dalle multinazionali del settore, è esplosa nel paese, ben oltre i confini dei coordinamenti e dei movimenti (territoriali e/o nazionali che siano).

Dopo i disegni di legge andati a vuoto; dopo una campagna a tappeto per far deliberare in ogni dove i Comuni “in soggezione” contro lo Sblocca Italia, per sollecitare i rispettivi presidenti regionali a impugnare presso la Corte Costituzionale (quindi contro i truffaldini commi introdotti nella Legge di Stabilità 2015 in sostituzione del comma 1bis dell’art. 38 dello Sblocca Italia; poi contro il Nuovo Disciplinare Tipo ambientale, con relativo sollecito al ricorso al TAR del Lazio), la richiesta politica di dare spazio nelle reti e nei movimenti alla necessità/opportunità di ricorrere allo strumento referendario si è arenata, nei movimenti, sulla soglia di un dibattito solo accennato, soffocato in partenza, ma sostanzialmente fermo a considerazioni di opportunità di tipo statistico (vedi al proposito l’esito delle assemblee Contro lo Sblocca Italia a Napoli il 7 Dicembre 2014; a Montesano sulla Marcellana il 18 Gennaio 2015; il report dell’assemblea nazionale Nosbloccaitalia a Pescara del 24 Maggio scorso).

In conclusione, (al netto di ogni iniziativa a carattere regionale, delle manifestazioni, delle interpellanze etc)  per evitare di trovarsi per oltre 30 anni le trivelle nelle acque territoriali, almeno per le richieste sbloccate dal governo Monti e accelerate da Renzi, e dopo che le associazioni ambientaliste nazionali storiche avevano posto fondati dubbi circa la mancanza dei tempi necessari alla raccolta delle 500 mila firme occorrenti per promuovere i referendum, Il Coord No Triv ha ritenuto di dover sollecitare il ricorso all’art. 75 della Costituzione e si è passati alla richiesta alle 5 Regioni necessarie.

Il Coord. No Triv , al termine di 3 anni di solleciti, ha proposto il referendum abrogativo di parte dell’art. 35 L 134/2012, per due sostanziali ordini di motivi:

  • Si tratta dell’ultimo strumento che la legge consente di adoperare prima che le autorizzazioni, sulla spinta dell’accelerazione impressa dalla richiesta di attribuzione del titolo concessorio unico, possano essere rilasciate alle compagnie petrolifere, rendendo la situazione irreversibile.
  • La scelta del governo Renzi di far approvare a maggioranza (senza i 2/3 richiesti) le leggi di revisione costituzionale comporta l’indizione (già annunciata) di un referendum confermativo (ai sensi dell’art. 138 Cost), da celebrarsi entro l’autunno del 2016. Lasciare “in solitaria” la campagna dei referendum confermativi istituzionali significherebbe non contrapporre, di fatto, alcun serio ostacolo contro l’arrogante imposizione di provvedimenti antidemocratici. Il referendum abrogativo No Triv, anche celebrato pochi mesi prima di quello confermativo istituzionale, potrebbe rappresentare comunque un valido contributo al rafforzamento delle ragioni della campagna in difesa della Costituzione.

La prospettiva della campagna referendaria si inserisce, quindi, nella situazione politica attuale quale elemento dinamico che aiuta a far saltare gli innumerevoli giochi politici orientati alla possibilità di far rimanere compatibili ambiguità e contraddizioni generate con effetto domino dal disposto normativo di Sblocca Italia e revisioni costituzionali.

Il progetto dell’Esecutivo ha iniziato a manifestare segni di implosione, dopo aver portato al limite la stessa tenuta delle relazioni sociali.

Il Referendum No Triv

Il fatto che (in numero ben superiore al necessario) le Regioni accettassero di deliberare per il varo del referendum abrogativo dell’art. 35 della L 134/2012, come richiesto dal Coord. No Triv, ha ovviamente suscitato meraviglia mista a soddisfazione, soprattutto perché un esito politicamente non scontato si è consumato praticamente a ridosso del limite temporale stabilito al 30 Settembre dalla Legge 352/70.

Inoltre, le assemblee legislative dei 20 Consigli regionali, lo scorso 11 Settembre a Roma, si esprimevano favorevolmente e all’unanimità anche per il varo di un pacchetto di altri quesiti abrogativi, incentrati sulla necessità di recupero e garanzia delle competenze regionali e implicitamente sulla richiesta di moratoria delle autorizzazioni.

La conferenza dei 6 presidenti di Regione a Bari, presso la Fiera del Levante, lo scorso 18 Settembre, ha suggellato politicamente la decisione delle assemblee consiliari regionali, aprendo di fatto un nuovo capitolo nella storia delle relazioni Stato Regioni non solo in materia ambientale ed energetica.

Nessuno in tale contesto può chiamarsi a questo punto fuori dai giochi.

Qualora la Corte Costituzionale dovesse emettere giudizio di compatibilità per i quesiti presentati, la partita referendaria entrerebbe nel vivo e stare alla finestra vorrebbe dire rinunciare a ingigantire le crepe che la SEN sta mostrando dalla sua nascita; mentre invece occorre anche saper approfittare della situazione di sbandamento e ripensamento che governo e multinazionali sono costretti a subire all’ombra del calo del costo del barile.

Il combinato disposto referendario delinea con chiarezza la prospettiva di una moratoria delle attività onshore e offshore.

Sarà compito di tutte/i rendere più incisiva la comunicazione e il confronto sociale diffuso e costruttivo.

Dobbiamo confrontarci, approfondire con lucidità il quadro controverso ma in movimento in cui ci troviamo, per poter affrontare insieme la nuova sfida che ci attende.

Abbiamo bisogno di avviare un processo organizzativo adeguato, sapendo fare tesoro dei consensi ottenuti nel crescendo delle ultime settimane.

Per poter affrontare con serenità e decisione i prossimi mesi che ci separano dal probabile svolgimento del voto referendario, vediamoci tutte/i a Roma, Domenica 8 Novembre, dalle ore 10 alle ore 17 presso il C.S.O.A.“Parco delle Energie” EXSNIA, via Prenestina n° 173.

Si propone, in vista dell’incontro a carattere nazionale, aperto agli esponenti delle 200 associazioni e alle persone che hanno sottoscritto il nostro appello, nonché agli esponenti e rappresentanti delle altre associazioni ambientaliste e culturali, il seguente ordine del giorno, che si auspica possa essere utilmente arricchito e condiviso.

Di seguito, in termini generali, la proposta di O.d.G della giornata, che verrà sottoposta al vaglio dell’Assemblea:

a) Valutazione della proposta complessiva emergente dall’analisi dei singoli quesiti, e individuazione delle modalità di gestione della campagna referendaria;

 b) Formazione di uno (o più) gruppo/i di lavoro nazionale/i per:

– l’organizzazione complessiva della campagna referendaria;

– l’elaborazione di un vademecum informativo e dei materiali generali;

– l’organizzazione di un ufficio comunicazione e stampa;

 c) Formazione dei gruppi regionali per garantire il funzionamento delle reti locali in sinergia con le reti nazionali;

 d) Individuazione dei criteri di raccolta fondi per garantire un’adeguata operatività delle iniziative (manifesti, volantini, spostamenti per convegni, assemblee, ecc.);

 e) Formazione di un gruppo di coordinamento delle iniziative locali e nazionali per favorire il potenziamento sinergico tra lotte su singole vertenze e referendum, ed il collegamento con i coordinamenti che stanno sorgendo in tutta Italia sia per contrastare le riforme costituzionali sia per contribuire alla raccolta delle firme per altri referendum (Italicum, Scuola, Job Act, ecc.).

Roma, 26 ottobre 2015

Coordinamento Nazionale No Triv

Vi invitiamo a condividere l’invito alla partecipazione con chiunque voglia diventare protagonista di questo percorso e a comunicare all’indirizzo di posta elettronica referendumnotriv@gmail.com la presenza all’Assemblea Nazionale di domenica 8 novembre.

APPROFONDIMENTI: IL TESTO DEI QUESITI REFERENDARI NO TRIV PROPOSTI ALLE REGIONI

DOWNLOAD: ASSEMBLEA NAZIONALE VERSO IL REFERENDUM NO TRIV

 

NO TRIV “CONCERTO PER L’ADRIATICO”, IN 5.000 A ROSETO (TE)

Oltre 5.000 persone per il live conclusivo di Eugenio Finardi ed altrettante presenze partecipanti ai tanti eventi organizzati per la giornata No Triv di Roseto degli Abruzzi (Te). Un grazie alle tante sensibilità che hanno raggiunto la località costiera teramana, ai tantissimi intervenuti da fuori regione, agli attivisti, ai volontari, agli artisti, ai professionisti che hanno lavorato con abnegazione senza pari, per puro spirito di servizio e condivisione, per la riuscita della manifestazione No Triv Concerto per l’Adriatico. ‪#‎notriv‬

Coordinamento Nazionale No Triv
Abruzzo Beni Comuni
Circolo Culturale Chaikhana
La Scienza in Valigia