COMUNICATO STAMPA – DL Milleproroghe, va in onda la seconda puntata della fiction “Blocca Trivelle”

Non abbiamo fatto neppure in tempo a digerire i nuovi sussidi alla raffinazione previsti in un emendamento alla Manovra 2021, approvato in Commissione Bilancio della Camera appena due giorni fa, che oggi ci troviamo bell’e servita la seconda puntata della fiction “Blocca Trivelle”.
Una norma così fuori contesto e così “finta” è veramente difficile perfino immaginarla.
Dopo un referendum contro le trivelle in mare, numerose campagne di informazione, ricorsi al Tar ed al Consiglio di Stato, appelli ed interrogazioni sull’incerto destino del Pitesai, sul perverso meccanismo delle proroghe automatiche delle concessioni petrolifere e sull’assurdità del sistema dei Sussidi Ambientalmente Dannosi, soltanto uno sprovveduto sarebbe oggi capace di credere in un improvviso ripensamento del Governo e in un imminente “Blocca Trivelle”.

Siamo alla vigilia della messa in onda di un film già visto pochi mesi fa: la sola notizia di un emendamento ad usum Delphini, presentato in agosto dal M5S al DL Semplificazioni –ma lo fu veramente?- per un ipotetico stop alle trivelle su tutto il territorio nazionale scatenò reazioni di forze politiche, sindacati maggioritari ed imprese del settore così veementi che parvero legittimare la lenzuolata di norme permissive contenute nel Decreto poi approvato.

Oggi assistiamo alla riedizione di qualcosa di molto simile: la “comparsata” di un articolo del DL Milleproroghe dagli evidenti intenti propagandistici e strumentali, legata alla gestione dei rapporti di forza tra le forze politiche che sostengono direttamente -ed anche indirettamente- l’Esecutivo, per alzare la voce sulle linee di gestione dei fondi UE del Next Generation. Il che non lascia presagire nulla di buono.
Se veramente il Governo avesse voluto imprimere una vera svolta “verde”, avrebbe potuto farlo già da tempo mantenendo fede, ad esempio, ad uno degli impegni assunti all’atto dell’insediamento circa la graduale abolizione dei SAD che invece nel 2020 sono cresciuti toccando la ragguardevole cifra di 35,7 miliardi di euro, di cui  15,8 destinati al settore energetico fossile. Il che non è stato.
Quindi, quale credibilità possiamo attribuire al nuovo “finto” Blocca Trivelle?

Roma, 22 dicembre 2020

Coordinamento Nazionale No Triv