IN MERITO ALLE IMBARAZZANTI DICHIARAZIONI DEL SEGRETARIO CONFEDERALE DELLA CISL, ANGELO COLOMBINI

A proposito delle due recenti sentenze con le quali il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di due Regioni e di alcuni enti locali contro i decreti Via riguardanti lo svolgimento di attività di prospezione per 30.000 kmq. di mare Adriatico, il Segretario Confederale della CISL, Angelo Colombini, ha dichiarato ieri che “il buon senso e la legalità, il rispetto delle leggi, sono alla base delle sentenze del Consiglio di Stato”.
“Opporsi alla ricerca degli idrocarburi, di cui siamo importatori per il 90%, anche in aree marine a distanza dalla costa di 12 miglia, pari a 22 km circa – sottolinea Colombini- significa arrecarsi del male contro ogni buon senso. Il nostro paese è leader in Europa e nel mondo per la produzione di energia da fonti rinnovabili. E continuerà ad esserlo anche con la nuova Strategia Energetica Nazionale”.
Da quando in qua il Consiglio di Stato giudica secondo “buon senso”? Il Consiglio di Stato non ha alcuna competenza sul “buon senso”.

Quanto al rispetto delle leggi ed alla legalità, considerate alcune note vicende giudiziarie riguardanti certe condotte disinvolte di alcuni colletti bianchi, il settore Oil&Gas non può essere certo considerato un modello di riferimento.

Lo stesso Mise, applicando Disciplinari-tipo contenenti norme cassate a più riprese dalla Corte Costituzionale, non è che si curi granché del rispetto del principio di legalità. Anzi.

Per una precisa volontà politica, in alcuni casi, o per incapacità, in altri, nel nostro Paese in realtà non esiste un ordinato e razionale quadro normativo che disciplini le attività “petrolifere”. Un esempio: la mancanza di uno strumento di pianificazione territoriale come il Piano Aree, abrogato con la Legge di Stabilità 2016, e che, alla luce dei risultati del Referendum Costituzionale e di una consolidata e prevalente giurisprudenza della Corte Costituzionale, andrebbe reintrodotto per ristabilire il principio elementare di democrazia secondo il quale a decidere del governo del territorio debbano essere anche le comunità regionali.
Se si vuol veramente far rispettare il principio di legalità e non calpestare lo stato di diritto, magari si ricominci da qui.

Roma, 15 marzo 2018

Coordinamento Nazionale No Triv

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