NOTA DEL COORDINAMENTO NAZIONALE NO TRIV

SECONDO GRIFFA, RISCHIO CORROSIONE FONDI SERBATOI DEL CENTRO OLI VIGGIANO E DELLA RAFFINERIA DI TARANTO DOVUTA AD USO GLICOLE ETILICO.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE NO TRIV CHIEDE AL MINISTRO COSTA DI INTERVENIRE SUBITO

Ai margini dell’incontro svoltosi questa mattina a Roma tra i rappresentanti della rete “Per il Clima Fuori dal Fossile” ed il Ministro dell’Ambiente, il Coordinamento Nazionale No Triv ha consegnato al Ministro Costa copia delle 86 pagine che compongono l’Ordinanza con cui il 15 aprile scorso il Giudice per le indagini preliminari di Potenza ha accolto la richiesta del P.M. di arresto di un dirigente Eni e di applicazione di misure cautelari per altre 13 persone. La Procura ipotizza i reati di disastro ambientale, abuso d’ufficio e falso ideologico.

Nel sottolineare l’estrema gravità della situazione venutasi a creare per effetto del disastro ambientale accertato e determinato, secondo la Pubblica Accusa, dallo stillicidio di idrocarburi dai serbatoi A, B, C e D del COVA di Viggiano, con effetti perduranti ed impatti pesantissimi per l’ambiente e per la salute di centinaia di migliaia di persone e di ettari serviti dalle acque contaminate provenienti dall’invaso del Pertusillo, il Coordinamento Nazionale No Triv ha segnalato quanto contenuto nelle memorie del compianto Ing Griffa, richiamate nell’Ordinanza del Gip.

A pag. 51 dell’Ordinanza, infatti, si ricorda che l’Ing Griffa “… aveva scoperto (facendo risalire il dato al 2013) che durante le ispezioni periodiche del 2009/2013, era emersa la mancanza di buona parte delle vernici di fondo (aventi scopo protettivo) e la presenza di piccoli segnali di lieve corrosione … Griffa faceva riferimento alle possibili cause del deterioramento del fondo del serbatoio: questi ricordava che analogo problema si era presentato per i serbatoi che, nella Raffineria di Taranto, ricevevano l’olio di Viggiano, poiché sulle acque campionate al fondo appariva molta presenza batterica, superiore a quella rilevata al Centro Olio.

Pur tenendo in conto l’ipotesi della presenza di carica batterica di origine sconosciuta -si legge nell’Ordinanza- l’Ing Griffa si interrogava se, in concreto, vi fosse un problema di glicole già noto dal 2011 ossia un problema ricollegabile alla sostanza usata per disidratare il gas, ipotizzando che una parte di tale sostanza non fosse drenabile a causa dei bassi tempi di ritenzione e per l’assenza di un vero e proprio sistema di drenaggio …

l’Ing Griffa si soffermava sul problema afferente il trascinamento di glicole, affermando che ad una riunione plenaria svoltasi nel febbraio 2013 per trattare la questione, gli esperti avevano concluso che il problema poteva essere risolto solo con la riduzione della portata del gas …”.

Il CNNT, anche in virtù dei precedenti fermi della produzione disposti nel corso degli ultimi 2 anni, riguardanti il dichiarato sversamento di oltre 400 tonnellate di greggio nel terreno, il sequestro di vasche di stoccaggio ed il pozzo di reiniezione “Costa Molina 2” in agro di Montemurro, ha chiesto un immediato intervento per accertare l’eventuale persistenza del problema connesso all’uso del glicole per disidratare il gas prima che lo stesso possa essere inviato alle raffinerie di Taranto, a cui l’Ing Griffa attribuì, inascoltato da Eni, la responsabilità del degrado progressivo del fondo dei serbatoi del Centro Olio di Viggiano e della Raffineria di Taranto ed al fine di poter scongiurare il rischio che si verifichi, sia a Viggiano, sia a Taranto, sia lungo tutti i circa 140 km delle cinque linee di oleodotto, totalmente interrato, che collega il Centro Olio alla raffineria, un nuovo disastro ambientale. Vista inoltre l’elevata complessità del sistema di raccolta e di trasporto, che prevede non meno di 750 km di lunghezza, si chiede di conoscere con quali metodiche e con quale intensità temporale sono previsti idonei controlli atti ad escludere possibili fenomeni corrosivi.

Nella stessa nota consegnata al Ministro, si ripercorrono tutte le tappe di tutte le malversazioni di cui è stato fatto oggetto negli ultimi anni il Tenente di Polizia Provinciale, Peppe Di Bello, tra i primi a denunciare quanto di tragico stava accadendo nell’intorno del Cova e nell’invaso del Pertusillo.

Il Ministro Costa, che a proposito della vicenda COVA ebbe a dichiarare, nei giorni immediatamente successivo all’arresto del dirigente Eni, “Chi inquina non resterà impunito”, ha assicurato che seguirà con la massima attenzione l’evolversi della situazione.

Roma, 30 aprile 2019

Coordinamento Nazionale No Triv

Pubblicato da Coordinamento Nazionale No Triv su Martedì 30 aprile 2019