COMUNICATO STAMPA COORDINAMENTO NO TRIV TERRA DI BARI; Chiediamo alle regioni delibere per l’abrogazione dell’art. 35 del Decreto Sviluppo

Da giorni ci chiedono, come Coordinamento NoTriv – Terra di Bari, di aderire alla raccolta firme per il referendum, promosso da Giuseppe Civati, che vede due degli otto quesiti proposti avere per oggetto le trivellazioni: il terzo riguarda l’art. 35 del Decreto Sviluppo del 2012 del governo Monti; il quarto verte sull’art. 38 del Decreto Sblocca Italia del governo Renzi.
Ci teniamo a chiarire e ribadire la nostra posizione in merito. Come coordinamento aderiamo alla proposta del Coordinamento Nazionale No Triv, chiediamo pertanto alle regioni di esprimersi nei rispettivi consigli con delibere che approvino la risoluzione referendaria dell’abrogazione dell’art. 35 del Decreto Sviluppo.
Ricordiamo infatti che, in sostituzione delle 500.000 firme, troppe da raccogliere entro il 30 settembre (!), è sufficiente il pronunciamento di cinque consigli regionali e che questo è un atto indifferibile.
Per quel che riguarda lo Sblocca Italia riteniamo che vada costruita un’altra piattaforma politica.
Inoltre, diverse Regioni e Province italiane hanno già impugnato il decreto dinanzi alla Corte Costituzionale.

COORDINAMENTO NO TRIV – TERRA DI BARI; 17 AGOSTO 2015

TRIVELLE NEL MAR JONIO INVIATE AL MINISTERO OSSERVAZIONI SULLA PERICOLOSITÀ DEL PROGETTO


La multinazionale del petrolio Schlumberger Italiana S.p.a. ha richiesto di poter operare nei fondali delle province di Crotone, Cosenza, Matera, Taranto e Lecce in ben 52 Comuni dell’Alto Jonio.

shuCASSANO ALLO JONIO (CS) – Ieri il Coordinamento nazionale No-TRIV e la rete R.A.S.P.A. hanno inoltrato le osservazioni alle integrazioni dello Studio di Impatto Ambientale (SIA) dell’istanza di prospezione idrocarburi nel Golfo di Taranto proposta da Schlumberger Italiana S.p.a.: l’istanza abbraccia le province di Crotone, Cosenza, Matera, Taranto e Lecce e riguarda 52 comuni, da Racale, Gallipoli, Manduria, Lizzano fino a Calopezzati, Mandatoriccio, Crotone, passando per tutti quelli della costa lucana e dell’Alto Jonio. Le osservazioni sollecitate dal Ministero per l’Ambiente, in seguito a tutta una serie di pareri contrari espressi nei mesi scorsi da associazioni, comitati, enti e singoli cittadini sono state redatte dalla dottoressa Rosella Cerra in collaborazione col geologo Giuseppe Ferraro. Nel documento sono stati riproposti alcuni punti non trattati nelle integrazioni (ad esempio, l’acidità del mare che influisce sulla propagazione dell’onda sonora) o che erano stati trattati in maniera poco approfondita (è il caso della presenza di sostanze nocive e pericolose nel golfo e della situazione geologica nell’intera area). Quest’ultimo argomento è stato trattato in maniera approfondita dal geologo Giuseppe Ferraro, che ha inserito un aggiornamento del database DISS (Database of Individual Seismogenic Sources) del tutto trascurato nel SIA e nelle successive integrazioni.

Questo probabilmente perché uno degli appigli utilizzati dalla società proponente per procedere nella prospezione e nella ricerca viene trovato nella “mancanza di dati geofisici di buona qualità”. Nelle conclusioni il Coordinamento nazionale No-TRIV e la rete R.A.S.P.A. ritengono “irresponsabile concedere qualsiasi tipo di autorizzazione a svolgere attività di ricerca con metodi assolutamente invasivi e pericolosi quali quelli previsti nella richiesta di concessione”. Chiedono, inoltre, che gli elevati impatti sulle varie componenti trattate derivanti dalle attività estrattive − essendo queste le finalità esclusive della ricerca − siano presi in debito conto già in questa fase. Infine, gli autori delle osservazioni alle integrazioni fornite dalla Schlumberger auspicano che gli organi competenti del Ministero dell’Ambiente, e in particolare la Commissione Tecnica di VIA, stabiliscano, una volta per tutte, l’incompatibilità ambientale delle attività in oggetto ed esprimano di conseguenza parere negativo al termine della fase istruttoria del procedimento di valutazione di impatto ambientale relativo al progetto di indagine avanzato dal soggetto proponente.

di: Redazione quicosenza.it, 14.08.2015

Osservazioni alle integrazioni all’istanza “d3 F.P-.SC”See more at: http://www.sosmediterraneo.org/osservazioni-integrazioni-d3/#sthash.Yc7IvHO8.dpuf: http://www.sosmediterraneo.org/osservazioni-integrazioni-d3/

NO TRIV “CONCERTO PER L’ADRIATICO”, IN 5.000 A ROSETO (TE)

Oltre 5.000 persone per il live conclusivo di Eugenio Finardi ed altrettante presenze partecipanti ai tanti eventi organizzati per la giornata No Triv di Roseto degli Abruzzi (Te). Un grazie alle tante sensibilità che hanno raggiunto la località costiera teramana, ai tantissimi intervenuti da fuori regione, agli attivisti, ai volontari, agli artisti, ai professionisti che hanno lavorato con abnegazione senza pari, per puro spirito di servizio e condivisione, per la riuscita della manifestazione No Triv Concerto per l’Adriatico. ‪#‎notriv‬

Coordinamento Nazionale No Triv
Abruzzo Beni Comuni
Circolo Culturale Chaikhana
La Scienza in Valigia

COMUNICATO STAMPA; SULLE DICHIARAZIONI DI CIVATI A “IL MANIFESTO”

In merito all’intervista rilasciata da Pippo Civati a Il Manifesto di domenica 9 agosto (Civati: «Renzi celebra il sud ma poi gli pianta i buchi nel mare»), nella quale si afferma che l’associazione “Possibile” ha elaborato i due referendum no triv assieme al prof. Enzo Di Salvatore, «uno dei tecnici vicini ai movimenti no triv», si precisa quanto segue.

Gli aderenti al Coordinamento Nazionale No Triv e lo stesso prof. Di Salvatore collaborano da tempo, e in modo trasversale, ad iniziative che mirino al raggiungimento della mission “no triv”.
Tale collaborazione ha riguardato, tra l’altro, la stesura di ricorsi presentati da Comuni e da Regioni, così come la consulenza e la partecipazione a molteplici iniziative intraprese dalle diverse forze politiche presenti in Parlamento.

È solo con questo spirito che il prof. Di Salvatore ha contribuito alla redazione dei quesiti presentati dall’associazione “Possibile”, relativi all’art. 35 del decreto sviluppo (2012) e all’art. 38 del decreto Sblocca Italia (2014).
Il Coordinamento Nazionale No Triv, pur condividendo i contenuti dei due quesiti referendari no triv, non è parte promotrice della campagna referendaria portata avanti dall’associazione “Possibile”.
Al momento, infatti, il Coordinamento ha sollecitato unicamente i Consigli regionali a deliberare una richiesta referendaria di abrogazione dell’art. 35 del decreto sviluppo, il cui contenuto coincide con il quesito proposto dall’associazione “Possibile”, mentre, in ragione degli impegni assunti entro il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale e in occasione dell’assemblea dei movimenti tenutasi a Pescara il 24 maggio scorso, non ha ritenuto di avanzare analoga richiesta in ordine all’abrogazione referendaria dell’art. 38 del decreto Sblocca Italia.

Il susseguirsi di decreti di compatibilità ambientale relativi a importanti progetti petroliferi (quali quelli di Ombrina Mare e della Spectrum Geo) rafforza tra gli aderenti al Coordinamento la convinzione che l’unica soluzione realmente efficace al problema resti nell’immediato quella dell’abrogazione referendaria dell’art. 35 del decreto sviluppo e prova come sia ormai inutile tentare la strada del dialogo con il Governo.

Quanto all’abrogazione referendaria dell’art. 38 del decreto Sblocca Italia, pur essendo la discussione sul punto avviata da tempo, il Coordinamento Nazionale No Triv ritiene che essa non sia ancora esaurita. E ciò in ragione della particolare complessità del provvedimento e della necessità di costruire un percorso che sia il più condiviso possibile tra le diverse forze politiche e i tantissimi movimenti interessati alla sua abrogazione. Per questo motivo, “fughe in avanti” vanno senz’altro stigmatizzate: nell’ora attuale il rischio di non centrare il bersaglio risulta particolarmente elevato.

Roma, 14 agosto 2015.
Coordinamento nazionale No Triv

COMUNICATO STAMPA NO TRIV ABRUZZO: Dalle parole si passi ai fatti, in Abruzzo come in tutta Italia

Il rinvio della seduta del Consiglio regionale dell’11 agosto, nel corso della quale si sarebbe dovuto discutere di una risoluzione urgente per tentare di fermare “Ombrina mare” e le trivelle entro le 12 miglia marine, è un chiaro indizio di instabilità politica che potrebbe determinare una serie di conseguenze sul piano del contrasto alla petrolizzazione da parte della nostra Regione.

Uno dei punti all’ordine del giorno della seduta era il voto su una risoluzione urgente presentata dall’Assessore regionale all’Ambiente Mario Mazzocca, che impegnava il Consiglio regionale a discutere del quesito referendario per l’abrogazione dell’art. 35 del “decreto sviluppo” (2012), nella parte in cui ha consentito il riavvio dei procedimenti per le estrazioni petrolifere entro le 12 miglia marine e, tra questi, quello relativo al progetto “Ombrina mare”. Ove approvata, la relativa deliberazione sarebbe stata comunicata ai Consigli regionali di tutte le altre Regioni con l’invito ad adottare uguale provvedimento, come prescritto dalla legge n. 352 del 1970 e come richiesto dal Coordinamento Nazionale No Triv e dall’Associazione A Sud con lettera del 6 luglio scorso.

Paradossalmente, mentre a Roseto degli Abruzzi ben 5.000 persone partecipavano al “No Triv – Concerto per l’Adriatico” per dire NO AGLI IDROCARBURI e NO ALLE TRIVELLE, i lavori dell’assise venivano aggiornati a settembre, alla ripresa delle attività del Consiglio regionale.

Più responsabilmente, i consiglieri regionali tutti avrebbero potuto decidere di deliberare su quel singolo punto, così decisivo per i destini dell’Abruzzo, e di rinviare ad altra data per l’esame dei restanti punti all’ordine del giorno. È prevalsa, invece, una logica diversa, improntata ad un bieco e miope cinismo, ed insensibile alla gravità della minaccia che incombe.

Il quadro è allarmante: il procedimento relativo ad Ombrina Mare procede, infatti, spedito verso l’autorizzazione delle attività estrattive, mentre la Spectrum Geo sta tentando di sferrare un colpo mortale a tutto il Mare Adriatico con la tecnica dell’air-gun.

Nel frattempo il Presidente del Consiglio Renzi e il Sottosegretario MISE Vicari hanno dichiarato che lo Sblocca Italia non è responsabile di alcuna autorizzazione a trivellare e che «confondere scientemente le attività di ricerca con le attività estrattive significa prestare il fianco alla demagogia».

Se questa è la risposta del Governo alle Regioni, che a Termoli (24 luglio) e a Roma (29 luglio) hanno chiesto di fermare le attività estrattive nel Mar Adriatico e nel Mar Jonio, la strada del “dialogo” con l’Esecutivo nazionale è divenuta chiaramente impraticabile.

Il quadro di instabilità politica in ambito regionale e il perseverare di una chiara scelta del Governo nazionale a favore delle fonti fossili impongono che tutte le forze politiche presenti nell’Emiciclo chiedano l’immediata convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio regionale per deliberare la richiesta di referendum abrogativo dell’art. 35 del “decreto Sviluppo” e per determinare ogni altra iniziativa utile per arrestare l’iter autorizzativo del progetto di coltivazione “Ombrina Mare” e del progetto di prospezione in tutto il mare Adriatico presentato dalla Spectrum Geo, contro il quale la Provincia di Teramo, i Comuni della Costa teramana e due Comuni della Costa marchigiana hanno presentato ricorso al TAR Lazio lo scorso 7 agosto.

Dal canto suo, il Coordinamento Nazionale No Triv torna a chiedere che anche le altre Assemblee regionali deliberino una medesima richiesta referendaria di abrogazione del “decreto sviluppo”, affinché, dopo i reiterati fallimenti della cattiva politica, sia restituito ai cittadini il diritto di scegliere, nella primavera del 2016, se bandire definitivamente le nuove trivelle in mare entro le 12 miglia oppure no.

Dalle mille parole senza costrutto si passi dunque ai fatti, in Abruzzo come in tutta Italia; il quesito referendario deve essere depositato entro il 30 settembre 2015.

L’Emiciclo va in ferie? Ombrina Mare e Spectrum Geo no!
Quindi, si convochi subito il Consiglio e si deliberi! L’Abruzzo e gli abruzzesi non possono aspettare!

Pescara, 14 agosto 2015

Coordinamento nazionale No Triv – Sez. Abruzzo