Ricerca ed estrazione idrocarburi: nella sentenza n.170/2017 della Corte Costituzionale un assist alle Regioni contro il Governo

COORDINAMENTO NAZIONALE NO TRIV

COMUNICATO-STAMPA

RICERCA ED ESTRAZIONE IDROCARBURI: NELLA SENTENZA N° 170/2017 DELLA CORTE COSTITUZIONALE UN ASSIST ALLE REGIONI CONTRO IL GOVERNO

A RISCHIO I RISULTATI OTTENUTI CON IL REFERENDUM NO TRIV E CON IL REFERENDUM COSTITUZIONALE

TRANNE VENETO E ABRUZZO, REGIONI AL PALO. ULTIMA POSSIBILITA’: IMPUGNARE IL DISCIPLINARE-TIPO ENTRO IL 1 AGOSTO.

Con sentenza n° 170 del 23 maggio 2017, depositata il 12 luglio, la Corte Costituzionale ha accolto in parte i ricorsi presentato dalle Regioni Abruzzo, Veneto, Puglia, Marche e Lombardia contro lo “Sblocca Italia” (d.l. 133 del 12 settembre 2014 poi convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164) sulla spinta della mobilitazione di numerosi comitati ed associazioni che colgono, quindi, a distanza di alcuni anni, un meritato successo.

Sono dunque illegittime le disposizioni contenute nel comma 7 e nel comma 10 dell’art.38 del decreto.

Il comma 7 riguarda le modalità di conferimento del titolo concessorio unico e le modalità di esercizio delle attività in tema di idrocarburi, previste dal Disciplinare-tipo del 24 marzo 2015; secondo la Corte ” … incide dunque sulla materia di competenza concorrente «produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia», cui ricondurre le attività di prospezione, ricerca e coltivazione degli idrocarburi sulla terraferma”.

Il comma 10 consente al MISE di autorizzare progetti sperimentali di ricerca e coltivazione di idrocarburi per un periodo fino a cinque anni in zone di mare dentro le 12 miglia, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e dopo aver acquisito il parere, non vincolante delle Regioni.

Ma c’è dell’altro.

La sentenza del 12 luglio contiene elementi che, se opportunamente sfruttati, potrebbero disinnescare anche il nuovo e contestatissimo Disciplinare-tipo pubblicato dal MISE il 3 aprile scorso, che oggi regolamenta il rilascio dei titolo per la ricerca e la coltivazione degli idrocarburi. Infatti, anche nell’iter di approvazione del nuovo Disciplinare-tipo Governo e MISE non hanno coinvolto le Regioni che invece avrebbero dovuto rilasciare l’Intesa.

Per le Regioni si profila dunque la concreta opportunità di neutralizzare il Disciplinare-tipo: per ottenere questo importante risultato sarebbe sufficiente che anche una Regione soltanto decidesse di impugnarlo entro il 1 agosto con un ricorso strarordinario dinanzi al Capo dello Stato.

In più di una occasione il Coordinamento Nazionale No Triv ha evidenziato gli elementi di illegittimità del Disciplinare-tipo: indebolimento del potere delle Regioni in materia di rilascio di titoli autorizzativi; possibilità per le compagnie di apportare modifiche al programma dei lavori di concessioni già ricevute o prorogate, per l’intera durata di vita utile del giacimento fino al recupero di tutte le riserve accertate; quindi la possibilità di installare nuove ulteriori piattaforme nel mare continentale.

Finora hanno impugnato il Disciplinare-tipo le sole Regioni Veneto ed Abruzzo. Si confida che possano integrare i ricorsi già depositati tenendo conto degli importanti elementi contenuti nel dispositivo della Corte.

In verità, è risultato finora molto strano ed anche privo di logica ed incoerente che le altre Regioni, soprattutto quelle che più si sono esposte nella contrapposizione al Governo in occasione del Referendum No Triv e del Referendum Costituzionale, non abbiano seguito l’esempio del Veneto e dell’Abruzzo.

Quali enti esponenziali delle comunità locali, le Regioni nascono ed esistono per dare voce ai territori; le loro prerogative costituzionali, difese strenuamente anche dal movimento No Triv in occasione del Referendum costituzionale, sono state ancora una volta, con il nuovo Disciplinare-tipo, violate dal Governo.

In quale altra occasione le Regioni dovrebbero agire se non entro il 1° agosto?

Roma, 17 luglio 2017

Coordinamento Nazionale No Triv

Info: enrico gagliano, 347 3050437

La nostra risposta alla rivista dei petrolieri

LA NOSTRA RISPOSTA ALLA RIVISTA DEI PETROLIERI CHE COLLEGA, IN MODO ARDITO E STRUMENTALE, IL COORDINAMENTO NAZIONALE NO TRIV A CIO’ CHE SI MUOVE “A SINISTRA DEL PD”

“La Staffetta Quotidiana” (già Rivista Italiana del Petrolio) del 19 giugno scorso ha voluto dedicarci un ampio spazio. Non è la prima volta: era già accaduto in più occasioni prima e dopo il Referendum No Triv del 17 aprile.

La Staffetta (10.000 lettori abbonati) torna a scrivere del Coordinamento Nazionale No Triv ponendolo in connessione, attraverso un ragionamento non privo di fantasia e di voli pindarici, con il nascente soggetto politico nascente “a sinistra del Pd”.

Erano d’obbligo, da parte nostra, alcune precisazioni che abbiamo affidato ad una nota inviata, con preghiera di pubblicazione, al Direttore Responsabile, Dott. Gabriele Masini, e che riportiamo qui integralmente. Leggi tutto “La nostra risposta alla rivista dei petrolieri”

TRIVELLE: il Consiglio di Stato boccia definitivamente il permesso di ricerca “Colle dei Nidi”!

È stata depositata oggi la sentenza del Consiglio di Stato sul permesso di ricerca “Colle dei Nidi”. Il progetto di ricerca degli idrocarburi della Gas plus è stato bocciato definitivamente: il Montepulciano d’Abruzzo delle “Colline teramane” è salvo! Un grazie di cuore alla Provincia di Teramo e ai tre Comuni “resistenti”: Bellante, Mosciano Sant’Angelo e Campli.
Ora si festeggia: una bottiglia di vino per cantina da bere tutti assieme!

Contro il disciplinare-tipo ricorrono al Tar soltanto Regione Veneto e Comune di Vasto

Servizio TG Abruzzo (da 1:00 in avanti) – Breve intervista al Prof. Enzo Di Salvatore

Contro il Disciplinare-tipo del MISE, che sblocca le trivelle entro le 12 miglia, ricorrono soltanto la Regione Veneto ed il Comune di Vasto.

Per tutti gli altri è percorribile la sola via del ricorso straordinario al Capo dello Stato.

http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/basic/PublishingBlock-b4c24a13-ed61-4480-af9c-2e2e8782c60a-archivio.html

La carica dei mille per l’acqua e contro il petrolio

Riuscitissima a Matera la marcia “Salvalacqua. Diciamo stop alle trivelle in Basilicata” organizzata dalla rete salvalacqua appulo lucana e con l’apporto di movimenti ambientalisti(da Lega ambiente a No Triv), associazioni di diversa matrice e provenienza, alcuni partiti (M5S, Rifondazione comunista, Sinistra italiana) ma con alcune vistose assenze o defezioni ”istituzionali” e ”storiche” delle lotte di piazza che destano perplessità, interrogativi e sospetti.

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DECOLOGO G7M Ambiente

Sono state finalmente ultimate le revisioni e le postille al dECOlogo che intendiamo lanciare, assieme RE.S.E.T., REte Scienza e Territori, A Sud Onlus ed altri, durante le giornate di mobilitazione del G7M a Bologna.
Ecco il testo definitivo dell’Appello a cui Vi invitiamo ad aderire.

Come? inviando una semplice mail all’indirizzo:
decologoG7M@gmail.com

Possono aderire al dECOLOGO associazioni o singoli studiosi (accademici, scienziati, ricercatori).

Coordinamento Nazionale No Triv