PUBBLICATA NUOVA INTERROGAZIONE A MISE E MINAMBIENTE SUL COVA DI ENI A VIGGIANO E SU PROROGA AUTOMATICA DELLA CONCESSIONE PETROLIFERA VAL D’AGRI IN SCADENZA AL 26 OTTOBRE PROSSIMO

COORDINAMENTO NAZIONALE NO TRIV

 
PUBBLICATA NUOVA INTERROGAZIONE A MISE E MINAMBIENTE SUL COVA DI ENI A VIGGIANO E SU PROROGA AUTOMATICA DELLA CONCESSIONE PETROLIFERA VAL D’AGRI IN SCADENZA AL 26 OTTOBRE PROSSIMO 

Interrogazione a risposta in Commissione:

MURONI. — Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:

l’8 maggio 2019 la sottoscritta ha depositato un’interrogazione al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ed al Ministero dello Sviluppo economico (n. 5-02083) sulla grave situazione determinatasi a seguito di copioso sversamento di greggio dai serbatoi del Cova di Viggiano, con compromissione delle matrici ambientali «sottosuolo» e «acqua superficiale», oggetto di indagini svolte dal Noe e coordinate dalla procura di Potenza. Evento qualificato «incidente rilevante» dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, con contaminazione e compromissione di 26.000 metri quadrati di suolo e sottosuolo dell’area industriale di Viggiano e del reticolo idrografico a valle di «Fossa del Lupo»;

all’interrogazione, ad oggi, non sono seguite concrete iniziative ministeriali per bonificare le aree contaminate e riconoscere le responsabilità oggettive di Eni, rafforzare il sistema di controllo e monitoraggio gestito dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare né è seguito il rigetto dell’istanza di proroga della concessione Val d’Agri, in scadenza il 26 ottobre 2019, presentata da Eni al Ministero dello sviluppo economico il 27 ottobre 2017;

secondo il periodico Terre di Frontiera del 23 giugno 2019, sarebbero state avviate trattative segrete tra compagnie petrolifere, Governo centrale e regionale;

Corriere della Sera e Basilicata24.it del 24 giugno 2019 fanno sapere che l’ex vicepresidente del Consiglio dei ministri, Matteo Salvini, incontrò l’amministratore delegato di Eni, Claudio De Scalzi, per concordare un nuovo memorandum del petrolio in Basilicata, con piano investimenti da 4 miliardi di euro, con più spazi di manovra per Eni sia nell’upstream che nello smaltimento dei rifiuti petroliferi;

la seduta del consiglio regionale della Basilicata del 24 settembre 2019 è stata sciolta per mancanza del numero legale mentre era in corso la votazione sulla mozione dell’opposizione, sul negoziato sulle concessioni Total (Tempa Rossa) ed Eni (Val d’Agri);

come riferisce Basilicata24.it del 25 settembre 2019, «Con il documento si chiedeva l’impegno del Presidente della Regione ad informare l’Assise regionale, prima della firma di ogni preintesa o intesa, al fine di poter essere edotti, condividere ed eventualmente contribuire alla definizione delle proposte in campo, oltre che ad avere, dalla stessa, un mandato ufficiale propedeutico alla sottoscrizione delle stesse intese. La maggioranza ha praticamente rifiutato di mettere ai voti la mozione, respingendola nei contenuti, ritenuti strumentali»;

le trattative tra Eni, Governo nazionale e regionale, non sarebbero mai cessate e si sostiene che «… da qualche parte a Roma e a Milano, siano inserite nel quadro di più vasti giochi politici e di scenari nazionali e internazionali»;

il Governo in carica ha inserito tra i 29 punti programmatici ben 7 punti con riferimento a tutela ambientale e sostenibilità, mentre i Ministeri competenti stanno lavorando alla definizione dei contenuti del «decreto clima» e di un decreto-legge su «Green New Deal e transizione ecologica del Paese», coerenti con i suddetti punti –:

se siano state avviate o siano in corso trattative tra Ministeri, regione Basilicata ed Eni, con riferimento alle attività estrattive in Basilicata e alla concessione Val d’Agri;

se esista un memorandum o un accordo o un’intesa preliminare (o equivalente) e con quali contenuti;

se non ritengano oramai improcrastinabile, alla luce dei fatti di cui in premessa riportati già nell’interrogazione dell’8 maggio 2019, adottare iniziative per una strategia di uscita dalle estrazioni in Basilicata, favorendo la riconversione al 100 per cento al «rinnovabile», con dismissione dei pozzi attivi e transizione verso comparti moderni e sostenibili, garantendo e incrementando i livelli occupazionali;

se non intendano adottare le iniziative di competenza per bonificare le aree contaminate, anche sulla base del riconoscimento della responsabilità oggettiva di Eni, per rafforzare il sistema di controllo e monitoraggio gestito dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e rigettare l’istanza di proroga della concessione Val d’Agri, in scadenza al 26 ottobre 2019 presentata da Eni al Ministero dello sviluppo economico il 27 ottobre 2017, di cui il Centro Oli è parte integrante.
(5-02841)