COMUNICATO STAMPA; SULLE DICHIARAZIONI DI CIVATI A “IL MANIFESTO”

In merito all’intervista rilasciata da Pippo Civati a Il Manifesto di domenica 9 agosto (Civati: «Renzi celebra il sud ma poi gli pianta i buchi nel mare»), nella quale si afferma che l’associazione “Possibile” ha elaborato i due referendum no triv assieme al prof. Enzo Di Salvatore, «uno dei tecnici vicini ai movimenti no triv», si precisa quanto segue.

Gli aderenti al Coordinamento Nazionale No Triv e lo stesso prof. Di Salvatore collaborano da tempo, e in modo trasversale, ad iniziative che mirino al raggiungimento della mission “no triv”.
Tale collaborazione ha riguardato, tra l’altro, la stesura di ricorsi presentati da Comuni e da Regioni, così come la consulenza e la partecipazione a molteplici iniziative intraprese dalle diverse forze politiche presenti in Parlamento.

È solo con questo spirito che il prof. Di Salvatore ha contribuito alla redazione dei quesiti presentati dall’associazione “Possibile”, relativi all’art. 35 del decreto sviluppo (2012) e all’art. 38 del decreto Sblocca Italia (2014).
Il Coordinamento Nazionale No Triv, pur condividendo i contenuti dei due quesiti referendari no triv, non è parte promotrice della campagna referendaria portata avanti dall’associazione “Possibile”.
Al momento, infatti, il Coordinamento ha sollecitato unicamente i Consigli regionali a deliberare una richiesta referendaria di abrogazione dell’art. 35 del decreto sviluppo, il cui contenuto coincide con il quesito proposto dall’associazione “Possibile”, mentre, in ragione degli impegni assunti entro il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale e in occasione dell’assemblea dei movimenti tenutasi a Pescara il 24 maggio scorso, non ha ritenuto di avanzare analoga richiesta in ordine all’abrogazione referendaria dell’art. 38 del decreto Sblocca Italia.

Il susseguirsi di decreti di compatibilità ambientale relativi a importanti progetti petroliferi (quali quelli di Ombrina Mare e della Spectrum Geo) rafforza tra gli aderenti al Coordinamento la convinzione che l’unica soluzione realmente efficace al problema resti nell’immediato quella dell’abrogazione referendaria dell’art. 35 del decreto sviluppo e prova come sia ormai inutile tentare la strada del dialogo con il Governo.

Quanto all’abrogazione referendaria dell’art. 38 del decreto Sblocca Italia, pur essendo la discussione sul punto avviata da tempo, il Coordinamento Nazionale No Triv ritiene che essa non sia ancora esaurita. E ciò in ragione della particolare complessità del provvedimento e della necessità di costruire un percorso che sia il più condiviso possibile tra le diverse forze politiche e i tantissimi movimenti interessati alla sua abrogazione. Per questo motivo, “fughe in avanti” vanno senz’altro stigmatizzate: nell’ora attuale il rischio di non centrare il bersaglio risulta particolarmente elevato.

Roma, 14 agosto 2015.
Coordinamento nazionale No Triv