IL REFERENDUM NO TRIV SI FARA’ – INTERVISTA RADIOFONICA A ROSANNA RIZZI

radioDopo la sentenza della Corte costituzionale, che ha ammesso il quesito referendario in difesa dei mari italiani, promosso dalla rete dei movimenti italiani No Triv e dagli attuali 9 Consigli regionali facenti parte del comitato referendario, Rosanna Rizzi – del Coordinamento nazionale No Triv (No Triv Terra di Bari) – è intervenuta stamattina in diretta radiofonica a Radio Città del Capo, durante la trasmissione “Sulla bocca di tutti”.

Nel file Audio, l’intervista rilasciata all’emittente radiofonica emiliana.

 

 

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FEDELI ALLA LINEA; L’Appello del Coordinamento No Triv Terra di Bari

Apprendiamo dalle cronache nazionali che, l’11 Agosto 2015, la seduta del consiglio della Regione Abruzzo non si è tenuta per mancanza del numero legale dovuta all’ assenza di tre consiglieri della maggioranza di centrosinistra, delle minoranze di centrodestra e del Movimento 5 Stelle.
Sembrerebbe una “normale” crisi politica se non fosse che, al suo interno, si sarebbe dovuta votare, tra i punti all’o.d.g., la risoluzione referendaria, su richiesta dell’assessore all’ambiente Mazzocca, per l’abrogazione dell’art. 35 del Decreto Sviluppo del 2012 che ha permesso il riavvio di tutti i procedimenti d’estrazione di petrolio entro le 12 miglia marine.
Abrogandolo, si sarebbe potuto bloccare Ombrina Mare e tutte le concessioni a partire dal 2010 poste entro le 12 miglia marine.
Il consiglio regionale non si è svolto ed ogni questione è stata rimandata alla riapertura delle attività a Settembre, riducendo ancor di più la possibilità d’intervento verso la risoluzione referendaria dato che la scadenza per deliberare in merito è il 30 Settembre.
Quanto è accaduto dimostra, ancora una volta, come gli impegni presi nell’incontro di Termoli del 24 Luglio 2015, dai governatori delle regioni Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata e Calabria sul tema delle trivellazioni in Adriatico e nello Ionio, siano funzionali alla “propaganda”, ma non si traducano mai in azioni concrete, in scelte nette che mettano in discussione la governance nazionale.
Il Coordinamento nazionale No Triv ha chiesto al governatore della regione Abruzzo, il 14 Agosto 2015, in una conferenza stampa, l’immediata convocazione, in seduta straordinaria, di un consiglio regionale che affronti, come unico punto all’o.d.g., la risoluzione referendaria chiesta dall’assessore all’ambiente Mazzocca, nel mese in corso.
Per quanto riguarda la situazione in Puglia, apprendiamo dal sito della regione che la stessa sta approntando, su indirizzo della precedente legislatura, i ricorsi al T.A.R. Lazio verso le nove concessioni sbloccate dal Ministero dell’Ambiente, agli inizi di Giugno, lungo le coste pugliesi.
Ci chiediamo se gli stessi siano stati inviati entro i termini utili fissati dalla legge.
Ci chiediamo anche che fine abbia fatto, nella comunicazione ufficiale, il ricorso alla corte costituzionale verso il decreto del Ministero della Sviluppo Economico che aggiorna il disciplinare tipo dell’art. 38 dello Sblocca Italia.
Sarebbe stato opportuno che la regione si fosse attivata per comunicare il numero d’iscrizione al ruolo dei ricorsi, in maniera tale da poterne seguire l’iter dai siti istituzionali.
Alla luce di tutto questo e di quanto sta avvenendo in Abruzzo, chiediamo al governatore Emiliano di dare seguito all’incontro di Luglio a Termoli e, sulla scia della proposta del Coordinamento Nazionale, convocare entro Agosto un consiglio regionale in sessione aperta che metta all’o.d.g. la risoluzione referendaria verso l’art. 35 del Decreto Sviluppo del 2012.
Ricordiamo che, in sostituzione delle 500.000 firme, troppe da raccogliere entro il 30 Settembre, sia sufficiente il pronunciamento di cinque consigli regionali e che questo, ormai, sia un atto indifferibile.
La conferenza delle regioni del Sud, prevista per il 18 Settembre all’interno della Fiera del Levante come momento di confronto per proseguire il lavoro iniziato a Termoli, sarà per noi l’occasione di verificare se le “buone intenzioni” espresse dal governatore Emiliano, si saranno nel frattempo trasformate in concrete azioni politiche ed amministrative, ovvero nella convocazione entro Agosto del consiglio regionale e nella deliberazione in merito al referendum.
La mobilitazione, in quella data, sarà funzionale a ribadire le nostre ragioni del “no” alla politica di ricerca ed estrazione di petrolio e gas a terra ed a mare ed a portare all’attenzione di tutti i danni che queste creerebbero alle attività economiche e turistiche ed alla salute dei cittadini, senza tralasciare ciò che sta già avvenendo ai confini tra Basilicata e Puglia con l’inquinamento del Pertusillo, a Taranto con l’ampliamento del centro di stoccaggio del petrolio lucano, Tempa Rossa, lascito della precedente giunta, con l’arrivo della T.A.P. e del riutilizzo del Centro Oli di Viggiano quale Hub del gas.
La convocazione del consiglio regionale, in tempo utile per deliberare sulla risoluzione referendaria entro il 30 Settembre, sarà anche il banco di prova per tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, di verifica della capacità di assumersi la responsabilità politica delle loro azioni, a differenza di quanto accaduto nel consiglio regionale in Abruzzo.

COORDINAMENTO NO TRIV TERRA DI BARI

COMUNICATO STAMPA COORDINAMENTO NO TRIV TERRA DI BARI; Chiediamo alle regioni delibere per l’abrogazione dell’art. 35 del Decreto Sviluppo

Da giorni ci chiedono, come Coordinamento NoTriv – Terra di Bari, di aderire alla raccolta firme per il referendum, promosso da Giuseppe Civati, che vede due degli otto quesiti proposti avere per oggetto le trivellazioni: il terzo riguarda l’art. 35 del Decreto Sviluppo del 2012 del governo Monti; il quarto verte sull’art. 38 del Decreto Sblocca Italia del governo Renzi.
Ci teniamo a chiarire e ribadire la nostra posizione in merito. Come coordinamento aderiamo alla proposta del Coordinamento Nazionale No Triv, chiediamo pertanto alle regioni di esprimersi nei rispettivi consigli con delibere che approvino la risoluzione referendaria dell’abrogazione dell’art. 35 del Decreto Sviluppo.
Ricordiamo infatti che, in sostituzione delle 500.000 firme, troppe da raccogliere entro il 30 settembre (!), è sufficiente il pronunciamento di cinque consigli regionali e che questo è un atto indifferibile.
Per quel che riguarda lo Sblocca Italia riteniamo che vada costruita un’altra piattaforma politica.
Inoltre, diverse Regioni e Province italiane hanno già impugnato il decreto dinanzi alla Corte Costituzionale.

COORDINAMENTO NO TRIV – TERRA DI BARI; 17 AGOSTO 2015