RENZI – TRIVELLE IN MARE: GOVERNATORI “BELLI CIAO”

“Che la manifestazione del 15 luglio a Policoro fosse una passeggiata mediatica ne eravamo più che convinti, infatti, di atti concreti diretti verso il governo non ce ne sono stati nell’arco di circa 30 giorni. Dopo il primo incontro con il Mise ispirato al dialogo e alla collaborazione con il governo dov’è finito il secondo incontro con il governo Renzi sull’annosa questione delle trivellazioni in mare?

Intanto il governo Renzi ai governatori delle regioni Adriatiche e Joniche una prima risposta gliela già data proprio sulle trivellazioni in mare sotto le 12 miglia (le più impattanti), con il decreto VIA del ministero dell’Ambiente e dei Beni Culturali del 07 /08/2015 per la compatibilità ambientale sul progetto di concessione di coltivazione del progetto Ombrina Mare in Abruzzo.
http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/306/352?Testo=&RaggruppamentoID=23

Qual è la risposta dei governatori alla presa di posizione di Renzi? Nulla da dire ? Dove sono le azioni di contrasto al governo sulle trivelle in mare oltre ai ricorsi al tar che fanno anche i comuni e le associazioni ? La collaborazione cercata dai governatori di Basilicata ,Puglia e Calabria è a senso unico ? Mentre Renzi continua ad autorizzare le perforazioni in mare ? Continuiamo a intonare ancora Bella Ciao ? Che fine ha fatto poi il famoso referendum sull’art. 35 del decreto Sviluppo del governo Monti (quello sullo Sblocca Italia è un altro referendum) ? Cosa aspettano le 5 regioni ? in particolare la Basilicata dove si sta facendo melina in consiglio regionale su un argomento così delicato per chiedere il referendum ?

Il motivo per cui il Coordinamento Nazionale No Triv si è rivolto alle regioni, è molto semplice, le regioni lo possono chiedere entro il 30 settembre senza che si raccolgano le famose 500.000 firme. Si presume pertanto di andare a votare già nella primavera 2016. L’abrogazione della norma bloccherebbe circa 50 progetti di estrazione petrolifera sotto le 12 miglia marine dal canale di Sicilia, al mar Jonio e al mar Adriatico (scusate se è poco ).

La norma che si propone di abrogare consente la prosecuzione degli iter autorizzatori di 50 progetti per l’estrazione di gas e petrolio entro le 12 miglia marine, che valgono metà delle riserve certe di idrocarburi intrappolate in fondo ai nostri mari (soprattutto Canale di Sicilia, Mar Jonio e Mare Adriatico).

La norma che si propone di abrogare consente la prosecuzione degli iter autorizzatori di 50 progetti per l’estrazione di gas e petrolio entro le 12 miglia marine, che valgono metà delle riserve certe di idrocarburi intrappolate in fondo ai nostri mari (soprattutto Canale di Sicilia, Mar Jonio e Mare Adriatico).

Le famose 500.000 firme invece saranno raccolte pe il referendum contro gli art 35 e 38 legiferati, dallo Sblocca Italia e proposto dal movimento Possibile, per poi votare si presume nella primavera 2017, in attesa che la corte costituzionale si pronunci sui ricorsi delle regioni contro lo stesso decreto Sblocca Italia. In tutto questo tempo trascorso Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia twitta: il referendum sulle trivellazioni apre a uno scontro con il Governo Renzi «assai dannoso per tutti».

Ma cosa c’entra il governo Renzi se il decreto sviluppo l’ha legiferato Monti? Noi aggiungiamo che comunque questo è un problema serio che riguarda il futuro dei mari e delle economie delle regioni meridionali e che le beghe del Pd ci possono interessare meno del nulla. Mentre Renzi manda un messaggio chiaro ai governatori meridionali con il decreto Ombrina , i governatori meridionali prima che Renzi gli dica definitivamente belli ciao, cosa fanno? E’ bene ricordare a Renzi che il sud non può e non deve subire una legge e gli interessi delle lobby petrolifere.

Il sud è stanco di essere sfruttato e che ce la fa da solo se non gli si distrugge il territorio.

I cittadini si aspettano che agli annunci fatti sulle trivelle in mare soprattutto dal governatore della Basilicata abbiano seguito nei fatti, diversamente se non si ha il coraggio di certe scelte, non gli facciamo una colpa,il governatore lucano lasci l’incarico a qualche altro cittadino più coraggioso”.

Articolo di “No Scorie Trisaia”, in Olambientalista.it, 17.08.2015