TEMPA ROSSA, I NO TRIV E IL PARTITO DEL GIURASSICO

Alla vigilia dello start di Tempa Rossa, Il Coordinamento No Triv ed il Direttore Emerito de La Staffetta Quotidiana (già Rivista Italiana del Petrolio) sono stati protagonisti di un confronto a distanza, consumatosi sugli spazi web della nota rivista on line.

Per chi volesse ripercorrere le puntate, il tutto è documentato sulla pagina facebook del Coordinamento.

Nel leggere l’ultimo “episodio”, a cura del Direttore Emerito, Giorgio Carlevaro, ci è parso di ripiombare indietro di almeno dieci anni, alle vecchie tesi di Nomisma e Tabarelli.
Nello scritto di GCA non v’è alcun tentativo di difendere, seppur timidamente, il carattere strategico di Tempa Rossa o il ruolo del gas nella transizione. Invece, solo pura ideologia del petrolio.
GCA accusa No Triv di non dialogare con le imprese del Distretto di Ravenna e con il ROCA, che da mesi chiedono di far saltare il PiTESAI. Ma come si fa a dialogare con chi sostiene, come GDA e ROCA, che se non trivelliamo Tempa Rossa ed i fondali marini italiani le emissioni di CO2 rimarranno invariate perché in ogni caso petrolio e gas lo estrarranno altrove e saremo così costretti ad importarlo e a pagarlo?
Perché, il petrolio di Tempa Rossa ci verrà regalato? Ragionando a contrario, trivellare Tempa Rossa fermerà forse le estrazioni all’Estero e ci consentirà di tagliare le emissioni di CO2 quanto basta per non stravolgere irreversibilmente il clima da qui a 10/11 anni? Oppure i Report dell’IPCC-ONU sono solo carta straccia? Ma a questo punto perché non lasciare attive anche le centrali a carbone oltre il 2025? Tanto se le chiudiamo noi in Italia le aprono gli altri!
Sembra di capire che sarebbe meglio per tutti un “liberi tutti” petrolifero.

DIALOGO. Altra cosa sono i lavoratori delle imprese del Ravennate, vasi di coccio tra vasi di ferro (leggasi Eni ed Edison). Con loro sì vorremmo dialogare e confrontarci. Governo e parti sociali si sono preoccupati del loro futuro, da oggi e per tutti i 30 anni che si separano dal fatidico tramonto delle fonti fossili? Hanno minimamente pensato ad un piano industriale imperniato sulla riconversione ecologica delle imprese dell’indotto? La paura dei “caschi gialli” è pane per i denti di un nutrito numero di iene e sciacalli.

Oltre tutto, nel dialogare è normale porre domande ed è altrettanto normale ricevere risposte; ebbene, ai quesiti scomodi posti dall’azionista critico Peppe Di Bello (No Triv) nel corso dell’Assemblea Ordinaria del 14 maggio scorso, Eni non ha mai dato seguito.

Se GCA scomoda perfino Nietzsche ed il suo serpente, in un richiamo fuori contesto a tal punto da far sorgere il sospetto che il significato del simbolo nietzschiano sia stato del tutto frainteso, noi preferiamo accostare i lobbisti del fossile alla figura del lupo (povero lupo!) che perde il pelo ma non il vizio di screditare l’avversario, affibbiare banali etichette, sottrarsi al confronto sui numeri dell’IPCC e sulle evidenze di autorevoli studi epidemiologici.

Quanto a Michele Marsiglia, Presidente di Federpetroli Italia, inventore diversi anni fa di “Basilicata pozzo nero irreversibile“, di “L’Eni è stata ridotta a una pattumiera“, favorevole allo sfruttamento degli idrocarburi nazionali ma particolarmente inviso sia a GDA sia a De Scalzi, che sia rappresentativo o meno della categoria è cosa che non ci riguarda: le faide tra le associazioni Oil&Gas sono affar loro.

I Sì Triv sono bisognosi di cure in quanto affetti dalla patologia più diffusa nell’era post-moderna, quella del credersi immortali. Le mire della Piovra del Fossile sono deboli e fallaci perché nessuno ha il potere di fermare l’evoluzione tecnologica e di condannarci alla dannazione eterna di carbone, gas e petrolio.

Il fardello dell'(in)coscienza della Piovra fossile è pesante perché soprattutto sua -ma anche di chi non è disposto ad abbracciare uno stile di vita più sobrio- è la responsabilità di aver precipitato gli abitanti del Pianeta Blu in un baratro da cui è ancora possibile uscire soltanto invertendo subito rotta e lasciando gli idrocarburi dove si trovano.

GCA de La Staffetta ci dipinge così: “… i No Triv restano fermi nei loro pensieri, nelle loro abitudini, nei loro pregiudizi, nei loro vestiti. Condannandosi alla sclerosi“. Nel dizionario della lingua italiana questa si chiama coerenza.

Al contrario, i padroni delle fossili tentano di salvare solo se stessi e condannano i più a sofferenze indicibili. Questa invece cos’è?

Coordinamento Nazionale No Triv

(EGA)