TRIVELLE IN VAL DI NOTO, IL MISTERO DELLE LETTERE SCOMPARSE

COORDINAMENTO NAZIONALE NO TRIV

COMUNICATO STAMPA

TRIVELLE IN VAL DI NOTO, IL MISTERO DELLE LETTERE SCOMPARSE

Una coltre di mistero è improvvisamente calata su uno dei passaggi più critici del procedimento di autorizzazione che ha portato alla ripresa delle attività di ricerca di gas in Val di Noto (permesso di ricerca “Fiume Tellaro“) di cui il Coordinamento Nazionale No Triv si è occupato nei giorni scorsi e per cui si è attivato per l’accesso agli atti presso i competenti uffici della Regione Siciliana.

Sul punto dirimente della doverosa applicazione anche in Sicilia della legge nazionale n.12/2019, che ha introdotto la sospensione dei procedimenti autorizzativi di permessi di ricerca e le attività di permessi di ricerca in tutto il territorio nazionale per la durata di 18 mesi a far data dal 12 Febbraio scorso e, comunque, fino all’approvazione del PiTESAI (Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee) , in questi giorni sono intervenuti in sequenza un’interrogazione al Ministro dello Sviluppo Economico a firma dell’Onorevole Rossella Muroni e l’atto di diffida inviato dai Comuni del Distretto Sud al Mise affinchè questo si pronunci sull’applicabilità della legge 12/2019 anche in Sicilia.

A seguito dell’accesso agli atti, il Coordinamento Nazionale No Triv è venuto in possesso di una nota ufficiale del 1/8/2019, in cui si citano due distinte richieste di parere, datate rispettivamente 30/4/2019 e 4/7/2019, formulate dal Dirigente Generale dell’Assessorato dell’Energia della Regione Siciliana all’Avvocatura Generale dello Stato – ad oggi rimaste inevase-, in merito all’applicabilità o meno alla Sicilia della legge nazionale sulle sospensioni, in virtù dello statuto speciale autonomo di cui gode la Regione.

La mancata risposta dell’Avvocatura dello Stato, si argomenta nella nota del 1/8/2019, avrebbe in qualche modo concorso, assieme ad altre concause, a far maturare la decisione da parte della Regione Siciliana di autorizzare le attività di ricerca di “Fiume Tellaro“, al fine di evitare di rischiare di essere soccombente a fronte di più che probabili ed onerosi ricorsi da parte delle compagnie dell’Oil&Gas.

A tale riguardo appare da parte nostra doveroso porre alcune domande:

dove sono finite le lettere della Regione indirizzate all’Avvocatura dello Stato e di cui stentiamo a credere che il Mise a tutt’oggi non sia al corrente?

Si sono inabissate nel mare in tempesta? Si sono polverizzate appena giunte in Continente o nel traffico dell’Urbe?

Oppure sono state abbandonate in un angolo di un qualche parcheggio di lunga sosta del Mise, con il loro carico di domande a cui si è ritenuto opportuno non dover rispondere per non rendere ancora più rovente un clima politico già di suo molto infuocato in quei giorni di passione del Governo Conte 1?

Il CNNT continuerà ad adoperarsi perché prima o poi, nell’interesse dei movimenti, delle amministrazioni locali, dei cittadini democratici che si battono in Sicilia per i beni comuni e per la trasparenza dell’azione politica ed amministrativa, si possa venire a capo anche di questo “mistero”. Allo stesso tempo, anche al fine di combattere con tutti i mezzi ogni forma di assuefazione e di passivizzazione dell’opinione pubblica nazionale, invitiamo gli intellettuali, tutti gli organi stampa, ad attivarsi per contribuire fattivamente a fare luce su questa vicenda, utilizzando i mezzi di inchiesta e di comunicazione di gran lunga  più efficaci ed incisivi dei pochi strumenti di cui ci è dato disporre, non solo per rendere meno gravoso il nostro compito, ma per restituire ai lettori ed ai cittadini la nuda verità dei fatti.

Roma, 6 ottobre 2019

Coordinamento Nazionale No Triv

info e contatti: 347 3050437